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Il piacere del sapere
Il Piacere del Sapere è un centro culturale online dedicato a fantascienza, fantasy, astronomia e informatica. Pubblica e promuove libri e racconti, sostiene autori emergenti e organizza concorsi letterari dedicati al fantastico e alla scienza.
Fantasie di Natale: concorso letterario![]()
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Il Piacere del Sapere è felice di annunciare il concorso letterario "Fantasie di Natale", promosso da Il Piacere del Sapere.![]()
Slitte che solcano galassie, folletti custodi di antiche magie, città future dove si festeggia sotto stelle artificiali, mondi paralleli avvolti dalla neve: cerchiamo racconti fantasy e di fantascienza a tema Natale, capaci di sorprendere, emozionare e far sognare.![]()
📖 IL PREMIO
I migliori racconti saranno pubblicati nell'Antologia di Natale "Fantasie di Natale", in formato cartaceo (in vendita su Mondadori, La Feltrinelli, IBS e Amazon) e in formato elettronico su Amazon Kindle. Ogni racconto sarà accompagnato dalla biografia del suo autore.![]()
✅ COME PARTECIPARE
• Il concorso è aperto a tutti gli autori residenti in Italia, senza limiti di età. La partecipazione è gratuita.
• Un solo racconto per autore, in lingua italiana, di genere fantasy o fantascienza e a tema Natale.
• Lunghezza massima tassativa: 6.000 battute, spazi inclusi (titolo, nome autore ed e-mail esclusi). Il superamento comporta l'esclusione automatica.
• Formato Word (.docx), con titolo, autore ed e-mail nella prima pagina. Nome del file: Cognome_Titolo.docx
• In un file Word separato, una breve biografia di massimo 500 battute, spazi inclusi, che sarà pubblicata in antologia se il racconto verrà selezionato. Nome del file: Cognome_Bio.docx
• Invio con un'unica e-mail, con i due file in allegato, a: academybookstore2026@outlook.com![]()
📅 DATE DA RICORDARE
• 10 novembre: termine per l'invio dei racconti e delle biografie
• 20 novembre: pubblicazione dei vincitori
• Dal 7 dicembre: l'antologia è disponibile![]()
Al seguente link:
www.concorsiletterari.net/bandi/fantasie-di-natale/ troverete il bando completo con tutte le regole: vi consigliamo di leggerlo con attenzione prima di inviare il vostro racconto, perché il mancato rispetto dei requisiti comporta l'esclusione.![]()
Fate girare la voce tra i colleghi scrittori e preparate le vostre penne: la magia del Natale vi aspetta!![]()
Un caro saluto,
Il Piacere del Sapere
L'Angelo Caduto di Feerilandia un romanzo di Roberta De Tomi
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Con «L'Angelo caduto di Feerilandia», Roberta De Tomi firma un'opera di straordinario fascino narrativo, capace di intrecciare le dinamiche della vita quotidiana con le atmosfere rarefatte e potenti
del fantasy mitologico. L'autrice trasporta il lettore dalla tranquilla città di Mont Ivory alle soglie di mondi paralleli dimenticati, dove l'antica Atlantide e la leggenda di Ariel, l'Angelo-Farfalla, diventano lo specchio di un risveglio interiore inevitabile.
«Un romanzo travolgente in cui il fantastico si fa metafora delle radici perdute e del coraggio di affrontare la propria identità profonda.»
L'opera unisce una trama avvincente e ricca di colpi di scena a un'intensa caratterizzazione psicologica dei personaggi: le protagoniste Dana, Vanessa e Morgan si trovano al centro di un conflitto che va ben oltre la loro giovinezza, chiamate a riscoprire una magia sopita e a lottare per la verità. Un romanzo potente e sognante, già coronato dal terzo posto al celebre Trofeo Cittadella 2026.![]()
SINOSSI:
Nella città di Mont Ivory stanno accadendo strani eventi. Dana, studentessa e sportiva modello, non è più la ragazza piena di entusiasmo che tutti conoscono, qualcosa in lei si è spento. Le amiche di sempre, l’alternativa Vanessa e la talentuosa pianista Morgan, indagano ma trovano un muro. Nel frattempo, nel regno parallelo di Feerilandia, è allerta. Ariel, l’Angelo-Farfalla che duemila anni prima distrusse Atlantide, regno intermedio posto tra Terra e Feerilandia, si sta risvegliando. Insoliti fenomeni cominciano ad accadere, insieme a delle strane morti. La Triade Imperiale che presiede agli equilibri universali deve fare scelte cruciali, esattamente come le giovani terrestri, poste di fronte a un risveglio tanto conflittuale quanto inevitabile. Ma questo risveglio corrisponde al ripristino di una connessione che ci riporta ad antiche radici dimenticate. La magia irrompe nella vita di tutti, risuonando con frequenze sempre più potenti. È tempo di combattere e di affrontare le verità su se stessi, il mondo intero, le persone a cui vogliamo bene. Dana sarà pronta ad affrontare il suo destino? E Vanessa e Morgan?![]()
BIOGRAFIA Roberta De Tomi
Roberta De Tomi (Mirandola, 1981). Si occupa di scrittura a 360° e supporta la promozione di autori e autrici emergenti e affermati. Come giornalista ha avuto il merito di far conoscere l’endometriosi, malattia ora riconosciuta.
Si è occupata per anni di promozione culturale, in particolare come volontaria e di sensibilizzazione su temi sociali.
Ha poi pubblicato il bestseller “Come sedurre le donne” (HOW2, 2014).
Tra i titoli editi: “Alice nel labirinto” (DAE 2017, secondo premio ex aequo Trofeo Cittadella 2019),
il thriller “Trappola d’ardesia” (Delos Crime e Sága Edizioni 2021),
l’urbanfantasy “L’Angelo caduto di Feerilandia” (Sága Edizioni 2024),
il romance “Love Beat” (Dri)
e la novella romantasy “Rosso Liberty” (Collana Milos – Pub-Me). ![]()
Ha pubblicato vari titoli per Delos Digital. Ha co-sceneggiato il docufilm “Ricostruzione. Emilia –Romagna” 2012-2022 (Wildcom). Nel 2023 ha ottenuto i riconoscimenti: “Giovane Talento” Pellicanolibri e il “Premio Adriatico – Un mare che unisce” per la Narrativa edita.
Nel 2026 ha conquistato il terzo posto al Trofeo Cittadella per il miglior romanzo fantasy.
Suoi racconti sono presenti in antologie e in riviste letterarie on e offline, tra cui “Love Story” (Edizioni Intimità).
Gestisce il blog di scritture e letture creative La penna sognante e insegna scrittura creativa per Enti pubblici e privati. Suoi allievi hanno ottenuto riconoscimenti presso concorsi letterari e Federica Frignani ha pubblicato il romanzo “Prestami il tuo nome” (PubMe).
VERSI SPARSI di Stella Picarò
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Diciotto tappe per ritrovare l'anima: Il percorso poetico di Stella Picarò.![]()
Entrare nell'universo poetico di Stella Picarò significa intraprendere un viaggio alchemico di trasmutazione interiore. Con «Versi sparsi», l'autrice non offre una semplice silloge di liriche, ma un vero e proprio itinerario iniziatico ed esistenziale in diciotto tappe, dove la parola si fa strumento di indagine antropologica, filosofica e spirituale.![]()
«Una poesia che nasce dall'incrocio tra l'Ermetismo occidentale e la sensibilità contemporanea, capaci di coniugare il rigore dell'indagine simbolica con il pathos dell'esperienza vissuta.»![]()
Attraverso un rigido ed elegante schema strutturale in quattro sezioni, la silloge esplora la perenne tensione tra la solitudine dell'individuo ("IO") e l'armonia della comunione ("NOI"), passando per i misteri profondi del Femminile e del Maschile ("LEI" e "LUI"). La scrittura di Stella Picarò si distingue per un trasognato realismo: l'eco dei Grandi Maestri del passato risuona tra le righe come una guida silenziosa, trasformando il conflitto interiore nella fioritura della promessa ierogamica. Versi sparsi rappresenta un'opera per chiunque cerchi nella poesia una chiave di lettura profonda dell'anima e del cosmo.![]()
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SINOSSI
Questa prima raccolta poetica di Stella Picarò, pubblicata da Grace Edizioni, raccoglie 18 poesie che tracciano un percorso personale e archetipico articolato in quattro tappe cronologiche e simboliche.![]()
IO — LA SINGOLARITÀ
Prima tappa dello sviluppo dell'individuo. Esplora la lotta e il confronto con se stessi, la ricerca di identità autonoma e la spinta verso la consapevolezza.![]()
LEI — IL FEMMINILE
Indagine profonda sul mondo del Femminile nelle sue duplici polarità: ctonio e uranio, dalla Matrigna alla Grande Madre archetipica.![]()
LUI — IL MASCHILE
Relazione dinamica col Maschile, in dialogo con gli Autori del passato che suggeriscono segreti per attraversare la vita con trasognato realismo.![]()
NOI — L'ARMONIA IEROGAMICA
Chiusura del cerchio. Raggiungimento dell'equilibrio tra la singolarità e il gruppo sociale, dove dai conflitti interiori fiorisce l'unione sacra.![]()
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BIOGRAFIA![]()
Stella Picarò è autrice, editor e traduttrice. Nel 2008, con la sua tesi specialistica, ha fondato il genere letterario della fiaba alchemica. In seguito ha collaborato con varie case editrici e riviste letterarie ed
è stata la "penna" di vari blog, per i quali ha esplorato diverse tematiche, dalla nutrizione sottile all'attualità fino all'esoterismo occidentale e orientale.
Nel 2018 è uscito per Simmetria Edizioni il suo primo lavoro, Marius Schneider e il cosmo fonoluminoso;
nel 2022 il romanzo Venerada (auto-pubblicato e poi ritirato e rielaborato, attualmente in cerca di un editore);
nel 2023 Aurora Boreale ha pubblicato il saggio La fiaba di Goethe e la magia verde.
Nel 2026 GPM/Grace Edizioni ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, Versi sparsi, e la sua prima raccolta di racconti, Altrove (di prossima uscita). ![]()
Sia le poesie che i racconti erano già apparsi in varie antologie, ma mai prima d'ora riuniti in un volume monoautoriale. Attualmente la sua ricerca si snoda tra le tradizioni ermetiche occidentali (magia, alchimia e astrologia), la mito-antropologia e le letterature comparate.
L'Inganno dello Specchio e i Confini del Reale
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"Il lago" di Roberto Franchini si presenta come un'opera narrativa ambiziosa ed estremamente suggestiva, concepita all'intersezione tra la fantascienza speculativa d'autore, il thriller psicologico e
l'horror d'atmosfera di matrice cosmica. L'opera sfida la struttura lineare del romanzo contemporaneo offrendo un'esperienza d'immersione sensoriale e filosofica: la narrazione si sviluppa
attraverso due specchi temporali paralleli e inscindibili che si riflettono l'uno nell'altro attorno a un medesimo enigma geografico ed esistenziale.
Al centro dell'opera non vi è un semplice mistero da risolvere, ma un ribaltamento prospettico di profonda valenza drammaturgica: il lago di Vallenera non è uno sfondo paesaggistico né un mero
fenomeno naturale, bensì un "soggetto attivo e cosciente" che deforma la percezione, altera le leggi della fisica e dissolve l'identità di chiunque tenti di studiarlo. L'intento artistico è quello di indagare il limite della ragione umana e della scienza di fronte all'inconoscibile, affrontando il paradosso per cui
l'atto stesso dell'osservazione finisce per modificare l'osservatore.![]()
«Il lago non riflette la luce, ma la memoria. Non risponde alle leggi del tempo, ma ne raccoglie le increspature. Più cerchi di misurarne la profondità, più sei tu a scomparire dentro la sua superficie.»![]()
La genesi drammaturgica di Il lago nasce dall'esigenza di esplorare l'angoscia cognitiva dell'uomo contemporaneo di fronte alla rottura del reale. Il confronto con la natura atipica di
Vallenera mette a nudo la fragilità dei costrutti logici: il metodo scientifico del ricercatore contemporaneo e la teologia rigorosa del cronista trecentesco crollano sotto il peso di anomalie
quotidiane, impercettibili ma devastanti.
Sul piano stilistico ed estetico, la narrazione predilige il "silenzio, la stasi e la dissonanza impercettibile" rispetto all'artificio dell'azione frenetica. La suspense nasce dal dettaglio fuori posto: una superficie d'acqua immobile sotto un vento impetuoso, l'assenza totale di fauna , il calcolo di un peso che cambia a parità di materia, una doppia impronta sulla neve o l'apparizione di appunti scritti di proprio pugno che non si ricorda di aver mai redatto. L'estetica visuale richiama un senso di rigore nordico e claustrofobico, dove la bellezza mozzafiato delle Alpi si trasforma in una trappola geometrica e temporale.![]()
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SINOSSI:![]()
Il Lago è un romanzo diviso in due libri che intrecciano epoche diverse attorno a un unico luogo: uno specchio d'acqua alpino che sembra opporsi alle leggi della fisica e della memoria.![]()
Libro Primo — Vallenera
Nel presente, la Stazione Idrologica Vostok-II sorge sulle rive del Lago di Vallenera, costruita sulle fondamenta di un antico monastero. Il ricercatore Samuel Vance e la biologa Elena Rostova iniziano a rilevare anomalie sempre più inquietanti: il lago non genera onde, la sua colonna d'acqua è innaturalmente isoterma, non contiene alcuna forma di vita, e le fotografie storiche del luogo non mostrano mai un uccello nel cielo. Con l'avanzare delle indagini — comprese le immersioni del sottomarino Nadir — i membri dell'équipe cominciano a perdere il controllo sulla propria percezione: dimenticano azioni compiute, trovano scritti di proprio pugno che non ricordano di aver vergato, sperimentano déjà-vu e sdoppiamenti. Emerge che altri, prima di loro (un monaco ottocentesco, un certo Voronin negli anni della costruzione della stazione), erano arrivati alle stesse soglie di comprensione e alla stessa conclusione: osservare il lago significa entrare in relazione con esso. La vicenda precipita in una serie di eventi sempre più incontrollabili — sparizioni, voci che non dovrebbero esistere, un'evacuazione disperata — fino alla scomparsa totale della stazione, di cui non resterà alcuna traccia verificabile. Nell'epilogo, Samuel, sopravvissuto ma segnato per sempre, scopre indizi che collegano Vallenera a un antico villaggio scomparso, Pietravalle, e al numero undici, che continua a riaffiorare ovunque nella sua vita.![]()
Libro Secondo — Il Chronicon
Un salto indietro di quasi settecento anni racconta le origini del fenomeno. Nel 1345, il monaco cronista Teodulo giunge a Pietravalle per sovrintendere alla costruzione di un'abbazia benedettina sulle rive del "Lago Chiaro". Uomo razionale e metodico, Teodulo comincia a registrare anomalie sempre più radicali — pesi che non tornano, impronte doppie, uno spazio che si dilata e si contrae, un novizio che si sdoppia in due epoche — legate a un antico basamento di basalto nero rinvenuto sotto le fondamenta, e a un rito dimenticato, "la notte del conto", che prevedeva di accendere undici fuochi lungo la riva. Quando la situazione precipita, Teodulo e la comunità murano una cripta da cui affiora una realtà speculare e parallela — un "Nadir" che sembra rispondere, secoli dopo, allo stesso nome dato al sottomarino della Vostok-II. Un tentativo disperato di ripetere l'antico rito degli undici fuochi sembra scongiurare il pericolo, ma senza mai risolverlo davvero. Un breve capitolo finale, ambientato in un "presente" ancora diverso, mostra una nuova spedizione scientifica risucchiata dallo stesso meccanismo, suggerendo che passato, presente e un'infinità di varianti temporali continuino a rispecchiarsi e a ripetersi attorno allo stesso punto della realtà.![]()
Temi centrali: il romanzo è una riflessione horror/fantascientifica sui limiti della conoscenza scientifica, sul rapporto tra osservatore e osservato, sulla memoria come atto di resistenza contro l'oblio, e su un tempo che non scorre linearmente ma si ripiega su se stesso — con il numero undici come cifra ricorrente e mai del tutto spiegata di un debito cosmico che ogni generazione è chiamata, senza mai riuscirci fino in fondo, a saldare.![]()
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BIOGRAFIA:
Roberto Franchini autore salentino, ingegnere informatico e ricercatore. La sua formazione scientifica, unita a una profonda passione per la narrativa di genere e la filosofia speculativa, conferisce alle sue opere una rara combinazione di rigore tecnico, precisione concettuale e suggestione poetica.
Con Il lago firma un'opera matura e complessa che rinnova il panorama della fantascienza filosofica e del thriller psicologico italiano.
"Il Ciclo del Soffio" di Paola Marini: Quando la Scienza Incontra il Terrore Ancestrale
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Con Il Ciclo del Soffio, edito da AbraBooks Narrativa, Paola Marini firma un mystery thriller di straordinaria densità atmosferica e viscerale originalità. La formazione da biologa dell'autrice emerge con forza prepotente nella trama, elevando il romanzo ben oltre i consueti stilemi del genere horror o del thriller di provincia, per addentrarsi in una vera e propria "ecologia del terrore".![]()
La storia segue Enza Soave, biologa dall'olfatto ipersensibile, giunta con la famiglia nel borgo di Sibillia (sui Monti Sibillini) per assistere alla misteriosa “Festa di Talulla”. L'apparente idillio rurale si incrina rapidamente sotto il peso di dettagli inquietanti: vicoli troppo silenziosi, telecamere di sorveglianza nascoste e, soprattutto, un persistente odore dolciastro di farmaco e decomposizione. La scoperta che attende Enza e la nipote Michela è sconvolgente: Sibillia non è una semplice comunità, ma un organismo parassita i cui abitanti mantengono un'artificiale non-morte esalando il "Soffio" di Mefite, antica dea delle emanazioni malefiche. Per rinnovare questo patto e rallentare la putrefazione della carne, il borgo necessita ogni anno di "Sostituti" freschi tra i turisti ignari.![]()
Ciò che rende la scrittura di Paola Marini straordinariamente efficace è l'uso dei sensi, in particolare dell'olfatto, trasformato in uno strumento d'indagine e di sopravvivenza. L'alternanza tra il dramma presente e il background storico — dalla profetessa umbra Sibina alla spietata matriarca Talitha Volsini — dona profondità alla mitologia dell'opera. Il Ciclo del Soffio è una meditazione angosciante e potente su come la paura primordiale della morte possa corrompere l'umanità, trasformando un'intera comunità in una mostruosa trappola vivente.![]()
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SINOSSI:
Enza Soave, una biologa dall’olfatto ipersensibile, si reca con la famiglia nel remoto borgo di Sibillia, sui Monti Sibillini, per la suggestiva “Festa di Talulla”. Ciò che doveva essere una vacanza alternativa si trasforma presto in una trappola. Il paese è troppo silenzioso, troppo perfetto. Telecamere nascoste sorvegliano ogni vicolo, gli abitanti nascondono sotto sciarpe e cappelli chiazze di pelle grigiastra e putrescente, e un odore dolciastro di farmaco e marcio impregna l’aria.
Mentre il resto della famiglia, scettico, si lascia cullare dall’atmosfera festosa, Enza e sua nipote Michela scoprono la verità: Sibillia non è un borgo, ma un organismo parassita. I suoi abitanti sono vincolati da un antico debito con una dea delle esalazioni, Mefite, e sopravvivono in uno stato di non-morte grazie a un “Soffio” tossico che tiene a bada la decomposizione. Per rinnovare il ciclo, ogni anno hanno bisogno di un “Sostituto”: sangue e tessuti freschi di forestieri ignari. La festa non è una rievocazione. È un rituale di selezione. E la famiglia di Enza è l’offerta perfetta.
Alternando il presente all’ascesa della maledizione attraverso i secoli – dalla profetessa umbra Sibina alla spietata matriarca Talitha Volsini – il romanzo esplora il confine tra leggenda e biologia, tra fede e disperazione. È una storia su come la paura della morte possa distorcere una comunità fino a farla diventare mostruosa, e su cosa significhi lottare non contro un demone, ma contro un’intera ecologia del terrore.![]()
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BIOGRAFIA:
Paola Marini è nata a Pescara il 20 maggio 1968. Biologa di formazione, vive e lavora a Grottammare (AP). La sua formazione scientifica si intreccia a una profonda passione per la scrittura, che la porta a esplorare i chiaroscuri della psicologia umana, la tensione narrativa e le atmosfere dense del territorio tra Marche e Abruzzo. Ha all'attivo i romanzi:
– Il ciclo del soffio (Abra Books)
– La soglia (Intra Edizioni).

